S. FRANCESCO

D'ASSISI

BEATO BONAVENTURA DA BARCELLONA

Nato a Riudoms, in Spagna, il 24 novembre 1620, Michele Battista Gran, pur sentendosi portato alla vita religiosa, per volere del padre si sposa a diciotto anni. Rimasto poi vedovo solo sedici mesi dopo, segue quindi la sua inclinazione più profonda entrando tra i Frati Minori Francescani con il nome di fra‘ Bonaventura.
Per diversi anni resta nella sua terra svolgendo mansioni umili: cuoco, portinaio, infermiere o questuante. Si trasferisce in Italia e compie un lungo pellegrinaggio nel Paese alla ricerca della volontà di Dio. Istituisce dunque i “Ritiri”: un ritorno alla spiritualità e alla povertà francescana delle origini. A Roma trova un’umanità sofferente e bisognosa, di cui si prende cura con sollecitudine. Tutti sono stupiti dei doni di spiritualità e di grazia che si ammirano in quel frate e dei prodigi che si verificano attorno a lui. Ed è a Roma che muore, nel convento di San Bonaventura al Palatino, l’11 settembre 1684.
Nella Regola di S. Francesco coglieva soprattutto tre elementi: solitudine e rinuncia a sé stessi per scoprire il tesoro della povertà, riscoperta dell’essere fratelli minori, anzitutto nella vita quotidiana della comunità fraterna. Tutto questo prepara e sostiene nella ricerca di Dio nella preghiera continua.
Il suo solo intento è quello di servire Dio: vivere cioè di fede e nella fede. È questa la passione che divora il B. Bonaventura. L’elemento portante della sua intuizione spirituale e carismatica è il ritorno, come compagnia di fratelli, all’osservanza pura e semplice della Regola di S. Francesco, che ogni riforma dell’Ordine ha posto sempre al centro. Siamo qui al cuore del movimento francescano e della sua identità: vivere come fratelli, in minorità, secondo il Vangelo.

 

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foto: fra Simone Castaldi